Circa un anno fa sono stata investita della carica di coordinatrice del Gruppo Giovani di Anaci Regione Lazio. Sino a quel momento avevo avuto occasione di interfacciarmi con il coordinamento dei Giovani associati a livello provinciale, pertanto, in via tanto naturale quanto conseguenziale, la commistione di diversi pensieri e riflessioni circa questa realtà del tutto nuova, presupposto di programmazione, di impegno e canalizzazione delle energie e conseguente immaginazione di un probabile scenario del concretizzarsi di aspettative correlate all’ambito, stavolta, regionale.

Negli ultimi anni i Giovani sono oggetto di rilevante attenzione a livello associativo, attenzione suffragata da un’apposita norma inserita nello statuto approvato dal Congresso di Verona del 2016 che annovera la crescita professionale dei Giovani tra le finalità della nostra associazione. Altrettanto rilevante e sicuramente condivisibile la consapevolezza circa l’impossibilità di costruire un sentiero associativo di sviluppo e di crescita a medio e lungo termine prescindendo da coloro che tanto oggi ma ancora di più domani ne definiranno i tratti. Il coordinamento dei Giovani,  colgo anche questa occasione per ringraziare coloro che hanno manifestato fiducia nei miei confronti, rappresenta la possibilità di camminare insieme ad altri ragazzi al fine di conoscere, comprendere, contribuire all’evoluzione della professione di amministratore condominiale, percorrere un cammino di crescita professionale condito da una giusta dose di entusiasmo tipico di chi si trova all’inizio della strada e volge lo sguardo verso l’orizzonte, immaginando diversi scenari che potrebbe trovare oltre la propria visuale e, di conseguenza, scegliere quello più appropriato ai propri obiettivi prefissati.

La realtà regionale quale terreno di coordinamento dei Giovani associati costituisce una duplice opportunità, dettata da quella linea di mezzo nella quale essa si esplica: da un lato la possibilità di riunire  aspetti che provengono dalle diverse anime provinciali e delle quali essi stessi ne sono diretta conseguenza per poi volgere le energie verso un obiettivo comune e superiore; dall’altro la possibilità e capacità di trasformare le direttive politiche nazionali in attività concrete volte alla valorizzazione anche delle singole realtà provinciali. Quanto appena esposto delinea il ruolo fondamentale e preponderante della realtà regionale all’interno dell’associazione, ovvero l’attitudine di assurgere da cuscinetto, da punto di intersezione tra due linee di rilevante importanza, che debbono necessariamente convergere verso la stessa direzione senza restare parallele ma, anzi, intersecandosi con quella cadenza regolare che garantisca contemporaneamente autonomia ed unione.

Il coordinamento del Gruppo Giovani ad ogni livello e, nel caso di specie, a livello regionale, deve necessariamente essere fondato sulla formazione costante, sul rispetto della deontologia, sull’unione, sulla collaborazione, sulla condivisione e sul rispetto dei principi e dei ruoli associativi.

La formazione costante è incontrovertibilmente garanzia di crescita e di professionalità per il giovane amministratore nonché giovane associato, protagonista di un’evoluzione della professione che richiede continuo aggiornamento per affrontare i molteplici e sempre nuovi adempimenti che su quest’ultimo gravano.

Il rispetto della deontologia è richiamato proprio dalla L. 4/2013 che regola le professioni non riconosciute in ordini, pertanto è la stessa legge che correla la deontologia alla professionalità.

L’unione tra ragazzi è certamente un valore aggiunto per ogni membro del gruppo, permettendo ad ognuno di compensare le proprie carenze con le forze dell’altro, elemento coadiuvante al raggiungimento dell’obbiettivo primario: la crescita della figura dell’amministratore professionista.

La collaborazione garantisce ottimizzazione delle risorse, sviluppa spirito di appartenenza assicurando serenità e maggior voglia di fare.

La condivisione è sicuramente tra i principi ispiratori dell’associazione. A tal proposito appare meritevole ritenere che la volontà di associarsi contenga l’intrinseca predisposizione alla condivisione, allo scambio con coloro che perseguono simili finalità ed interessi.

L’osservanza dei principi e dei ruoli associativi rappresenta rispetto e riconoscimento dell’associazione stessa alla quale si è scelto di appartenere e nella quale si decide di rimanere.

È proprio dalla somma di tutti i principi elencati che nasce ed è destinata a perdurare la forza associativa, forza dalla quale traggono beneficio necessariamente gli associati tutti, in particolare i giovani che, si auspica, abbiano un generoso futuro da abbracciare.

Questi i tratti salienti del programma di coordinamento dei giovani di Anaci Lazio; lo scambio costante, la conoscenza dell’altra prospettiva, la valorizzazione delle singole e diverse attitudini, nella garanzia della fiducia e del supporto reciproci, quali presupposti di forza incontrastata per il raggiungimento di obiettivi comuni propri di quell’evoluzione necessaria e perfetta nella quale si cela la conservazione.

 

Letizia Bianchi

Coordinatrice Gruppo Giovani Anaci Lazio


 

 

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