l'ordinanza numero 521 emessa il 4 aprile 2020 dalla regione Lombardia consente l'attività dell'amministratore con la modalità del lavoro agile (o smart working). Le attività legali contabili (codice 69), le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (codice 70), le attività degli studi di architettura e di ingegneria (codice 71), la ricerca e lo sviluppo (codice 72), le altre attività professionali scientifiche e tecniche (codice 74) devono essere svolte con il lavoro agile. Sono ammessi gli adempimenti relativi ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti e termini di scadenza. Se l'esercizio di questi servizi indifferibili comporti il diretto contatto con i clienti presso gli studi dell'attività , devono avvenire solo dietro appuntamento. L'ordinanza introduce l'obbligo per i cittadini che si spostano al di fuori della loro abitazioni di circolare muniti di una mascherina o con la bocca coperta con un indumento , con la disinfezione delle mani ed il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.  Cura e manutenzione paesaggio autorizzate per la sicurezza.

 

Estratto ordinanza: a.1) le attività professionali, scientifiche e tecniche di cui ai codici 69  (Attività legali e contabili), 70 (Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale), 71 (Attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi ed analisi tecniche), 72 (Ricerca scientifica e sviluppo) e 74 (Altre attività professionali, scientifiche e tecniche) devono essere svolte in modalità di lavoro agile, fatti salvi gli specifici adempimenti relativi ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza. Qualora l’esercizio dei predetti servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza comporti il contatto diretto con i clienti presso gli studi delle attività, essi devono avvenire esclusivamente previo appuntamento.

 

Si segnala che che lo smart working è esteso per l’intera durata dello stato di emergenza, ad ogni tipo di lavoro subordinato su tutto il territorio nazionale, anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla relativa normativa, al fine di evitare gli spostamenti e contenere i contagi.

 

L'ordinanza numero 522 del 6 aprile 2020 dalla regione Lombardia, con riferimento all'attività dei condomini, consente lo svolgimento delle attività di cura e di manutenzione del paesaggio (codice Ateco 81.3) solo nel caso di cura e di manutenzione di parchi e di giardini e di aree verdi finalizzate alla prevenzione ed allo loro messa in sicurezza.

 

Si deve sottolineare che il condominio è un luogo di vita e di lavoro nel quale sempre più sono diffusi oggetti tecnologici e strumentazioni e impianti di maggiore complessità i quali, se da un lato assicurano una migliore qualità di vita agli abitanti, d'altro lato li espongono inevitabilmente a gravi rischi. Responsabile sicurezza resta l’amministratore.

Nella materia condominiale sono applicabili le normative di sicurezza del Dlgs 81/2008 le quali , unite alla norme civili e penali, indicano l'amministratore quale soggetto, anche se non esclusivo, garante della sicurezza condominiale: l'articolo 40 capoverso Codice penale equipara la condotta commissiva a quella omissiva nei reati colposi, qualora l'ordinamento giuridico riconosca in chi agisce la figura di garante della sicurezza altrui .

 

L'intervento autorizzato dalla Regione consente all'amministratore di svolgere la sua funzione di sorveglianza sulle aree comuni, costituite da giardini o da parchi o da aree verdi, e di compiere i necessari interventi conservativi ai sensi degli articoli 1130 e 2051 Codice civile. 

 

 

Sanzioni più pesanti per i trasgressori
L'articolo 4 del Dl 19/2020 riforma completamente il sistema delle sanzioni e dei controlli previsti dal precedente Dl 6/2020 , abroga le norme precedenti e richiama l'articolo 260 del Regio decreto 1265/1934, la cui sanzione è aumentata con la punizione da tre a 18 mesi e con l'ammenda da 500 a 5.000 euro, i reati permangono e non sono sostituiti da sanzioni amministrative. La sanzione amministrativa per chi esca senza giustificato motivo dalla propria abitazione è il pagamento di una somma da 400 a 3000 euro e la sanzione è aumentata se commessa con l'uso di un veicolo. L'esercizio di un'attività non autorizzata comporta anche la sanzione accessoria della chiusura da 5 a 30 giorni .

 

L'articolo 260 del Regio decreto 1256/1934 sanziona penalmente chiunque non osservi un ordine legalmente dato per impedire l'invasione o la diffusione di una malattia infettiva. La pena è aumentata se il fatto è commesso da una persona che esercita la professione sanitaria.

 

La sanzione penale dell'articolo 260 del Regio decreto 1265/1934 si applica alle persone , sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus, che violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora . Se questa condotta, nei casi più gravi, configura un delitto colposo per la salute pubblica si applicano le pene severe previste dall'articolo 452 Codice penale, che consentono l'arresto, il fermo e misure cautelari personali.

 

ALLEGATI: