DDL BILANCIO 2021: NOVITA’ PER I LIBERI PROFESSIONISTI

Dopo aver superato lo scoglio del Senato, il DDL di Bilancio 2021 attende ora la firma del Capo dello Stato. Il provvedimento prevede l’istituzione del Fondo per l'esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti nel 2021 dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS e agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza. I requisiti per accedere sono:
- Aver avuto un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro nel 2019;
- Una riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% nel 2020.
Criteri e modalità di accesso all’esonero saranno indicati in un decreto attuativo, che verrà emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra.

La Finanziaria ha anche istituito l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa ISCRO, rivolta ai soggetti iscritti alla gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo e non titolari di trattamento pensionistico diretto, né assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie e non beneficiari di reddito di cittadinanza. L’indennità sarà pari al:
25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito liquidato dall’Agenzia delle Entrate.
La somma dell’ISCRO verrà erogata dall’INPS in 6 mensilità di importo variabile
- da un minimo di € 250 fino ad un massimo di € 800 al mese.
La domanda per accedere all’indennità deve essere presentata in via telematica all’INPS, entro il termine del 31 ottobre di ciascuno degli anni dal 2021 al 2023, e può essere richiesta una sola volta nel triennio menzionato.
Per poter presentare domanda, occorrerà:
- essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni;
- avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la richiesta, inferiore al 50% della media dei redditi dei 3 ulteriori anni precedenti;
- avere un reddito non superiore a 8.145 euro.

Inoltre è stato approvato in via definitiva dal Senato,a proposito della Legge di bilancio 2021, anche la possibilità dell’ampliamento della misura del c.d. “Resto al Sud” (previsto al comma 170) e più precisamente in sintesi si legge che viene elevata da 45 a 55 anni l’età massima per l’accesso ai contributi a fondo perduto volti a promuovere la costituzione di nuove attività libero professionali o imprenditoriali da parte di giovani nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.