Se poco tempo fa parlare di smart cities era quasi avanguardistico oggi è diventato riduttivo. Le città del futuro fanno ormai parte del presente e si stanno evolvendo ancora di più in modelli sostenibili e digitali. Anche i nomi iniziano a diversificarsi: circular city, green city, adaptive city, smart community…

 

Il comune denominatore rimane appunto la sfida della neutralità climatica, obiettivo da raggiungere entro il 2050. È ciò che ha dichiarato Edo Ronchi, il Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, durante il webinar organizzato da Green City Network lo scorso 25 febbraio. Le città, pur rappresentando solo il 3% del territorio globale, sono al 70% responsabili delle emissioni di CO2 a livello mondiale.

 

Ecco perché è importante che assumano al più presto il ruolo di “pilastri della sostenibilità” utilizzando le tecnologie a disposizione e tutti gli strumenti esistenti.

La campagna globale delle Nazioni Unite “Race to Zero”, letteralmente “corsa verso lo zero”, punta proprio su questo: raggiungere la neutralità carbonica attraverso un pieno bilanciamento fra tutte le emissioni e tutti gli assorbimenti.

Attualmente Race to Zero mobilita 23 regioni, 74 grandi investitori, 454 città, 549 università e 1.397 imprese, tutte che seguono un piano strutturato nel dettaglio:

 

Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto al 1990.
Valorizzare il benessere, la salute e la sicurezza dei cittadini, intesi come il continuo miglioramento dei servizi e l’adozione di politiche inclusive e attente a supportare le fasce di popolazione più fragili.
Affrontare la digitalizzazione come un percorso inevitabile di trasformazione.
Avvalersi del supporto di centri di ricerca e di iniziative che coinvolgano sia le istituzioni sia i cittadini e le imprese.

 

Il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) è un programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea per rispondere alla crisi pandemica e rappresenta, insieme al Recovery Fund, una grossa opportunità per fare un salto in avanti verso gli obiettivi sopra descritti.

Giusy Lombardi, dirigente per l’energia, il clima e l’aria presso il Ministero dell’Ambiente, ha dichiarato che le risorse pubbliche nazionali devono facilitare l'accelerazione alla decarbonizzazione. Il fine ultimo non è solo il miglioramento della qualità dell’aria, ma la vita dei cittadini, con benefici a cascata anche sull’economia.  

 

Non ci sono solo idee, dunque, ma azioni concrete che stanno già dando i loro frutti. Una rivoluzione non solo energetica, ma anche umanista, ovvero che mette al centro le interazioni fra persone e ambiente, spingendo verso nuovi modelli economici che vedono sempre il cittadino al centro.

 

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