Finalmente pubblicata la guida per il bonus facciate, vera novità fiscale del 2020, integrata con i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 2 del 14 febbraio 2020.

Quali lavori?
In primo luogo è stato chiarito che il bonus non spetta sulle facciate interne o che confinano con cortili interni, non visibili dalla strada.  L' Agenzia delle entrate ha adottato una interpretazione basata sul dato letterale della norma che riguarda gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). L'agevolazione infatti non spetta per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. Ne deriva che non godono della detrazione le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.

L’agevolazione non si applica nemmeno agli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell'immobile e agli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, ivi compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia”.

Quali adempimenti? Chiariti gli adempimenti necessari che richiamano i già ben noti adempimenti per i bonus edilizi. Pertanto il contribuente, deve, a pena perdita agevolazione:

a) disporre il pagamento delle spese mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato (tali bonifici sono soggetti alla ritenuta dell’8%); possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio; il pagamento tramite bonifico non è richiesto per i titolari di reddito d'impresa che possono provare il pagamento con altri mezzi ;

b) indicare i dati catastali nella dichiarazione dei redditi;

c) ove previsto, comunicare preventivamente, mediante raccomandata, la data di inizio dei lavori all’azienda sanitaria locale territorialmente competente;

d) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici, le fatture, le ricevute del bonifico di pagamento, i titoli edilizi (se non richiesti è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà), l’eventuale copia della domanda di accatastamento (per gli immobili non censiti), le ricevute di pagamento dei tributi locali sugli immobili, se dovuti, la copia della delibera assembleare di approvazione dell'esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

e) munirsi, in caso di lavori effettuati dal detentore dell'immobile, se diverso dai familiari conviventi, della dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori.

Per gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio occorre anche:

- l’asseverazione con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi;

- successivamente all’esecuzione degli interventi, l’attestato di prestazione energetica (APE), per ogni singola unità immobiliare per cui si chiedono le detrazioni fiscali, che deve essere redatto da un tecnico non coinvolto nei lavori.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori deve essere inviata, esclusivamente in via telematica all’ENEA tramite il sito https://detrazionifiscali.enea.it/, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

La mancata effettuazione dei suddetti adempimenti non da diritto alla fruizione del bonus.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni di un condominio, gli adempimenti necessari ai fini della fruizione del bonus possono essere effettuati da uno dei condomini a ciò delegato o dall’amministratore del condominio.

A chi spetta?
Il bonus spetta sia le persone fisiche che le imprese e i lavoratori autonomi. Esclusi, come detto nella circolare i titolari di redditi derivanti dall’esercizio di attività d’impresa o di arti o professioni che aderiscono al regime forfetario poiché il loro reddito (determinato forfetariamente) è assoggettato ad imposta sostitutiva. Tuttavia, se i soggetti titolari di redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva possiedono anche redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo, possono utilizzare il bonus facciate in diminuzione dalla corrispondente imposta lorda.

Spetta anche sia lavori iniziati nel 2019 purché la spesa sia sostenuta nel 2020 per persone fisiche e professionisti. Per le imprese individuali, per le società e per gli enti commerciali, ci si deve attenere al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti. Infine, per le spese relative ad interventi sulle parti comuni degli edifici, ai fini dell'imputazione al periodo d'imposta, rileva la data del bonifico effettuato dal condominio, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino.

Come si calcola il 10% della superficie?
Chiarito anche che per gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio l'intervento deve interessare l'intonaco per oltre il 10% della superficie lorda complessiva disperdente (pareti verticali, pavimenti, tetti, infissi) confinante con l'esterno, vani freddi o terreno.

Se parti della facciata sono rivestite in piastrelle o altri materiali che non rendono possibile realizzare interventi influenti dal punto di vista termico se non mutando completamente l’aspetto dell’edificio, la verifica, circa il superamento del limite del 10%, va fatta eseguendo il rapporto tra la restante superficie della facciata interessata dall’intervento e la superficie totale lorda complessiva della superficie disperdente. 

È cumulabile?
L' Agenzia ricorda che, siccome il bonus di cui si discute ha molte somiglianze con il bonus ristrutturazione e con l’ecobonus, sullo stesso intervento si può fruire solo di una delle agevolazioni applicabili.

Se gli interventi sull’involucro sono riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, il contribuente potrà fruire di entrambe le agevolazioni purché siano contabilizzate in maniera distinta i diversi interventi e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione.

A cura della Dott..ssa Raffaella Figini - CENTRO STUDI ANACI Lecco

 

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