Sebbene il decreto non è ancora stato convertito in legge[1] e non ci siano le linee guida dell’Agenzia delle Entrate è opportuno prepararsi alla fatidica data del 1° luglio 2020.  Moltissime sono infatti le richieste da parte dei committenti che non vogliono perdere l'opportunità prevista dagli artt. 119 e 121 (rispettivamente  incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici” e “trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile”).

Per la piena operatività si dovranno attendere:

  1. le disposizioni attuative da parte dell’Agenzia delle Entrate che saranno pubblicate entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale (anche se il termine del 18 giugno 2020, è già stato superato e nulla è stato pubblicato);
  2. un decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (e pertanto entro il 17 agosto 2020) che stabilirà le modalità attuative e di trasmissione dell’asseverazione tecnica ad ENEA[2].

Per il momento si sottolinea che nel comma 1 del decreto si parla esplicitamente di una detrazione al 110% per le “spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021”. Ciò significa che, per la fruizione delle detrazioni fiscali al 110%, fa fede la data di effettivo pagamento e non la data di inizio lavori. Ne consegue che, nell’attesa dell’emanazione dei due provvedimenti su citati, si potrebbe già partire con i lavori o quanto meno con tutta le attività accessorie.

Chi sono i beneficiari:

  • a) condomini[3];
  • b) persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari[4];
  • c) istituti autonomi case popolari (IACP);
  • d) cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.


Gli interventi agevolabili sono:

a) interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda dell’edificio medesimo. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60.000 € moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;

b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici (con relativi sistemi di accumulo) e con impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici (con relativi sistemi di accumulo) e impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 € ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

d) interventi di miglioramento sismico.

L’aliquota di detrazione del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del DL 63/2013 (convertito in Legge 90/2013) nei limiti di spesa individuati da tale normativa per ciascun intervento a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui alle sopraelencate lettere a-b-c.. Infatti, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi appena elencati, è possibile usufruire dell’aliquota del 110% anche per i seguenti interventi:

  • interventi di efficientamento energetico previsti dall’articolo 14 del D.L. 63/2013 (come ad esempio infissi, schermature, ecc.), nei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica: fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48.000 € e comunque nel limite di spesa di 2.400 € per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico;
  • installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici: alle stesse condizioni e limiti di importo dell’impianto fotovoltaico e comunque nel limite di spesa di 1.000 € per ogni kWh di capacità di accumulo;
  • l’installazione di infrastrutture per la ricarica di autoveicoli elettrici negli edifici di cui all’articolo 16-ter del DL 63/2013).

Per l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d) del DPR 26 agosto 1993 n. 412, la detrazione di cui all’articolo 16- bis comma 1 del TUIR spetta per le spese sostenute dal giorno 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 nella misura del 110% con il limite di euro 48.000 (e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto fotovoltaico) da ripartire in cinque rate annuali di pari importo, purchél’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai superiori punti 1-2-3 ovvero a quelli inerenti l’adozione di misure antisismiche sopra richiamati.

Tale detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione previste da normativa europea, nazionale o regionale.

Le condizioni di accesso all'Ecobonus maggiorato:

Per quanto riguarda gli interventi di isolamento termico, la norma prevede che questi debbano essere effettuati utilizzando materiali isolanti che rispettano i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017. E in generale, per quanto concerne tutti gli altri interventi che accedono all'ecobonus del 110%, questi devono:

  • rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63;
  • assicurare, anche congiuntamente agli interventi di installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.
  • rispetto del decreto requisiti minimi (D.M. 26 giugno 2015);
  • redigere un’asseverazione che attesti la conformità dei lavori alle richieste di legge e, soprattutto, la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Tali spese rientrano tra quelle detraibili.


Cessione del credito e sconto in fattura

Le spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico possono essere recuperate in fase di dichiarazione dei redditi come detrazione IRPEF, dividendo la detrazione maturata in 5 quote annuali di pari importo.

Tuttavia tra le novità più importati del decreto c’è la possibilità di usufruire della Cessione del Credito o Sconto in fattura (art. 121). Ciò consente di usufruire del bonus anche ai cosiddetti soggetti incapienti o chi non può usufruire della detrazione fiscale.

Con la cessione del credito consiste nella possibilità, per il cliente che ha sostenuto le spese, di attualizzare immediatamente (a marzo dell’anno successivo della fine lavori) la detrazione a cui avrebbe diritto cedendola ad altro soggetto (definito cessionario) ad es. fornitori, impresa che ha eseguito i lavori oppure, grazie al Decreto Rilancio, anche agli istituti di credito e intermediari finanziari.

Con lo sconto in fattura è invece una cessione del credito immediatamente concessa dal fornitore al momento stesso della fornitura: ovvero il committente, invece di pagare l’itero importo dei lavori (per poi recuperarlo in 5 anni o l’anno successivo con la cessione del credito), cede immediatamente la detrazione fiscale al fornitore che effettuerà gli interventi, il quale in cambio decurta la sua fattura applicando uno sconto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto (ovvero il 100% della spesa).

Grazie al Decreto Rilancio, entrambi i meccanismi si applicano non solo per gli interventi previsti dall’articolo 119, ma bensì a tutti i seguenti interventi:

  • recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis comma 1 lettere a) e b) del TUIR 2) efficientamento energetico di cui all’articolo 14 DL 63/2013 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del DL 34/2020;
  • Efficienza energetica, sia per gli interventi previsti dall’art. 119 (Superbonus 110%) che per tutte le altre tipologie di detrazioni esistenti (es. Infissi 50%, caldaie 50-60%, ecc.);
  • adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del DL 63/2013 e di cui al comma 4 dell’articolo 119 del DL 34/2020;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna (cd. bonus facciate);
  • installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis comma 1 lettera h) del TUIR e di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del DL 34/2020;
  • installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del DL 63/2013 e di cui al comma 8 dell’articolo 119 del DL 34/2020.
  • Oltre alla conversione in legge del DL 34/2020 sarà comunque da analizzare il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del medesimo decreto.


Infine un breve cenno sulle formalità cui il contribuente è soggetto per esercitare l’opzione di trasformazione della detrazione in sconto o in credito d’imposta. Al proposito l’articolo 119 del DL 34/2020 prevede che il contribuente richieda il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, visto da rilasciarsi da parte dei soggetti abilitati all’assistenza fiscale. Così come per tutta la normativa in esame, anche per le modalità operative per l’esercizio dell’opzione la norma rinvia ad un provvedimento da adottarsi dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate

A cura della Dott.ssa Raffaella Figini - Centro Studi ANACI Lecco



[1]Il provvedimento è entrato immediatamente in vigore (19 maggio 2020) ma, essendo un DL, dovrà essere convertito in legge entro 60 giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (quindi entro il 18 luglio).

[2]L’asseverazione sarà da inviare entro 90 giorni dalla data di fine lavori

[3]Come precisato anche dall’Agenzia delle Entrate, per condominio rientrano in tale definizione gli edifici che presentano parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate. La locuzione "parti comuni", quindi, pur non presupponendo l’esistenza di una pluralità di proprietari, richiede comunque la presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome.

[4]i lavori sugli edifici unifamiliari rientrano nel bonus solo se adibiti ad abitazione principale. Per quanto riguarda le seconde case, i lavori possono usufruire della detrazione al 110% solo se fanno parte di un condominio.  

 

ALLEGATI: