Il superbonus del 110% messo a disposizione dallo Stato con la legge 77/2020 vale anche per la domotica.
Tra le disposizioni dell’ormai famoso Decreto Rilancio troviamo l’obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica, che corrisponde ad un totale rimborso da parte dello Stato nel momento in cui si ottimizzi il complesso abitativo di almeno due classi energetiche.
I lavori di efficientamento energetico sono molti e, in alcuni casi, anche molto “impegnativi”.
L’obiettivo è andare verso una sempre più normale concezione e concretizzazione della Smart City, sia dal punto di vista economico (dato che i proprietari di casa devono comunque anticipare la spesa), sia dal punto di vista del concreto lavoro da svolgere.
Tra questi lavori ci sono il cappotto, l’installazione di pannelli fotovoltaici e molti altri elementi che permettono il già citato miglioramento di classe energetica dell’abitazione.

La domotica e il Superbonus

È però cosa meno nota che anche la domotica sia parte di queste possibili migliorie.
La domotica è entrata a far parte delle nostre vite ormai da alcuni anni, soprattutto per le abitazioni indipendenti.
È possibile, tuttavia, implementare dispositivi di building automation anche in complessi abitativi come i condomini, dove il beneficio sarebbe ancora più ampio e rivolto ad una moltitudine di famiglie.
Per assicurarsi il credito d’imposta del 110% è necessario rientrare in determinati requisiti e svolgere i lavori in pieno adempimento di tutti gli obblighi burocratici e tecnici.
Prima di addentrarci nelle migliorie che sono comprese nel superbonus, facciamo un passo indietro.
Per quanto possa apparire banale, rimane importante chiedersi innanzitutto “perché dovrei approfittarne?”.
Bene, innanzitutto perché ci sono moltissimi vantaggi nell’avere una casa domotica.

I vantaggi di una casa domotica

L’obiettivo è quello di andare verso una gestione smart di tutti gli aspetti principali della casa: riscaldamento, acqua calda, climatizzazione e non solo.
In generale, la gestione smart permette di monitorare in modo molto più semplice e veloce i consumi, andando di conseguenza ad incidere sui costi per la famiglia e sull’impatto ambientale. L’aspetto etico non è certo da tralasciare, in quanto ridurre i consumi significa anche inquinare meno e diminuire gli sprechi.
È proprio questa la direzione del Decreto-legge pensato dal Governo, con la crescente attenzione al green da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle aziende che svolgono questi lavori ai privati.

Le spese legate alla domotica rientrano nel Superbonus?

Tornando ai lavori legati alla domotica compresi nel Superbonus, possiamo citare le spese ammissibili direttamente dal testo originale:
• la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici. È escluso l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le già menzionate apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer ecc.;
• le prestazioni professionali (produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori ecc.).
Il testo cita quindi i lavori denominati di “building automation” legati agli impianti termici, escludendo però tutti i dispositivi esterni.
Infatti, per consultare ed eventualmente dare input a questi impianti, è possibile utilizzare dispositivi personali come smartphone e tablet (naturalmente anche da remoto), ma questi non sono compresi nel Superbonus.
Sono invece comprese le prestazioni professionali che inevitabilmente sono da considerare all’interno dei lavori, in quanto imprescindibili e connaturate alla tipologia stessa di lavori.

Domotica e burocrazia

Gli aspetti burocratici sono da considerare attentamente, in quanto anche questi possono comportare dei costi, inclusi nel 110%.
Per completare quanto si è detto sulla domotica domestica in relazione al Superbonus, c’è da valutare attentamente i criteri tecnici da rispettare per essere in regola:
• mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
• mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
• consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.
Questi tre aspetti riportati nel testo originale, completano la percezione del lavoro da svolgere, oltre ad esplicitare ulteriormente l’intenzione e l’obiettivo di questo tipo di migliorie.

Le opportunità concrete del Superbonus 110%

La gestione da remoto, dati periodici e funzionamento programmato sono quindi la chiave di ciò che dovrebbe essere il risultato finale.
Infine, ricordiamo che il superbonus 110% si riferisce a tutti i lavori di efficientamento energetico dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.
Nel complesso, il requisito più rilevante è la richiesta che il miglioramento sia di almeno due classi energetiche, dunque questo aspetto va considerato al momento di definizione dei lavori e non può essere garantito fino al termine dei lavori stessi.
Si tratta di un’opportunità interessante, che va a beneficio sia dei privati cittadini che delle aziende che erogano effettivamente il servizio.
Andare nella direzione etica di un minor impatto ambientale diventa quindi conveniente per tutti! Una transizione importante verso abitazioni e condomini sempre più smart che per forza di cose richiede del tempo, ma che grazie al bonus può essere fortemente incentivata e, dunque, velocizzata.

 

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