Lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici restituisce un'immagine dell'Italia “maglia nera” rispetto al resto d'Europa. I rifiuti elettronici devono essere smaltiti con nuovi e più efficienti sistemi che, partendo dai condomini e dai piccoli contesti urbani, possano diffondersi nelle città italiane e migliorare i dati del Belpaese sullo smaltimento dei RAEE.

 

Gli italiani sono tra i primi in Europa a mettere in circolo materiali riciclati, ma per quanto concerne lo smaltimento ed il recupero di rifiuti elettronici, il Belpaese è maglia nera. Ad oggi, vi è uno spreco di apparecchi elettrici ancora troppo elevato. La scarsa sensibilizzazione su tale tema è molto preoccupante. In Italia, negli ultimi anni, la raccolta RAEE è cresciuta del 6,4%. Però, per invertire la tendenza negativa, il neonato Ministero della transizione ecologica con il supporto di Enea, Ispra e in collaborazione con il Ministero per lo sviluppo economico, ha dato il via ad una strategia nazionale nuova per incentivare l'economia circolare.

 

Questo progetto parte dai dati diffusi dal Centro di Coordinamento RAEE Nazionale che illustrano che sono state raccolte, in totale, circa 365 mila tonnellate di rifiuti elettronici in Italia nell'ultimo anno. Vi è dunque stata una crescita del 5% nel mese di ottobre, del 13% nel mese di novembre fino ad arrivare ai dati stabili al 10% a dicembre 2020.

 

Il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, infatti nel corso della “Giornata mondiale del riciclo” ha affermato che in Italia è divenuto necessario creare una strategia di economia circolare più determinanti. Una delle priorità del neo Ministro sarebbe proprio quella di prevedere un piano di azione nuovo che garantisca il rilancio dell'economia circolare per migliorare i dati italiani.

  1. Lo smaltimento dei rifiuti elettronici

Da sempre, lo smaltimento dei rifiuti elettronici rappresenta una piaga per gli italiani. Infatti, ogni famiglia italiana possiede diversi apparecchi elettronici in casa e, quando è il momento di liberarsene, ci si chiede dove buttare i rifiuti elettronici.

 

Si tratta di rifiuti speciali: il conferimento è disciplinato dalla Direttiva Europea, ma anche dal Decreto Legislativo 151 del 2005. Ogni anno, infatti l'Italia produce circa 1 milione di tonnellate di RAEE, ovvero circa 18 kg per abitante.

 

In genere, vanno portate nelle isole ecologiche comunali attrezzate per tali tipi di rifiuti, perché si rischia la dispersione di diverse sostanze inquinanti. Portarli all'isola ecologica significa anche recuperare le materie prime come plastica o rame. Bisogna però che l'isola ecologica sia attrezzata con il cassonetto giusto per “rimettere in moto” gli elementi dei rifiuti RAEE.

  1. I progetti Ministeriali per lo smaltimento dei rifiuti elettronici

Con il Decreto Ministeriale 65 del 2010 è nato il progetto “Uno contro uno” per lo smaltimento dei rifiuti elettronici. Infatti, il negoziante ha l'obbligo di ritirare l'usato al momento dell'acquisto di una nuova apparecchiatura elettronica, in maniera gratuita. Ciò vale anche per i piccoli elettrodomestici.

 

Inoltre, c'è da dire che il Ministero ha anche proposto ai Comuni di prevedere un servizio di ritiro a domicilio dei RAEE. Ad oggi però, nonostante questi progetti nazionali, l'Italia si ferma al 34,4% per lo smaltimento dei RAEE, a fronte invece dei dati degli altri Paesi Europei che si attestano intorno al 42% in media.

  1. I rischi legati ad uno scorretto smaltimento dei rifiuti

In merito allo smaltimento dei rifiuti elettronici ed elettrici bisogna evitare una serie di errori molto comuni. In primis, non vanno buttati nel sacco nero dell'indifferenziata, né tantomeno ammassati o dimenticati nei cassetti. È anche opportuno non mischiarli mai con altri tipi di rifiuti.

 

Non smaltire bene i rifiuti elettrici potrebbe essere molto pericoloso per la nostra salute. Secondo uno studio condotto da un ricercatore dell'Università di Zehjiang, in Cina, con questi tipi di rifiuti nell'atmosfera vengono rilasciati metalli pesanti e anche composti organici che potrebbero comportare una contaminazione dell'aria. Lo studio è partito dall'analisi dello spazio di un'area vicina a uno degli impianti di smaltimento più grandi del Paese. I dati raccolti dimostravano che questa zona era molto inquinata. Le particelle nell'aria potevano creare danni ossidativi alle cellule e danni legati al gene p53, ovvero quello che causa tumori.

  1. Esempi di un corretto smaltimento dei rifiuti elettronici nei piccoli contesti urbani

Un esempio che sta aiutando a migliorare lo smaltimento di RAEE nei piccoli contesti urbani è quello del progetto Smart bin. Si tratta di una soluzione innovativa per la sostenibilità ambientale e per favorire l'economia circolare. Il progetto nasce dall'intuizione di Enea, ovvero l'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. “Smart bin” si avvia con l'installazione di un contenitore intelligente che riconosce il rifiuto specifico, ovvero quello elettrico ed elettronico, e rilascia al cittadino dei buoni sconto spendibili presso gli esercizi commerciali che hanno aderito all'iniziativa.

 

A rientrare in questa linea di azione per il rilancio dell'economia circolare è anche l'app Junker. Tale app, a partire dal codice a barre di un prodotto indica dove buttarlo, così da non sbagliare. Ma anche lo Smart Waste, per identificare chi butta i rifiuti, o i cassonetti intelligenti per monitorare la raccolta differenziata, sono sicuramente degli ottimi sistemi per migliorare la percentuale di raccolta dei rifiuti elettronici e non solo. Continuando su questa scia, i dati potranno migliorare.

 

In Italia, visto che almeno il 75% della popolazione vive in condominio, incentivare il corretto smaltimento RAEE a partire da tali contesti, aiuterà a garantire la sostenibilità ambientale e l'economia circolare in modo sorprendente

  1. I vantaggi della sostenibilità e del corretto smaltimento dei RAEE

Applicare dei modelli di smaltimento dei rifiuti corretti all'interno di un piccolo contesto urbano o anche condominio significa portare questa buona pratica man mano nel modello sociale della città e dell'intero Paese. In tale linea guida rientra il progetto Condominio Social Smart di ANACI. In pratica, si punta a sensibilizzare sempre di più contesti come i condomini sull'importanza di soluzioni green a 360 gradi. Discorso a sé meritano i RAEE. Se lo smaltimento dei rifiuti elettronici viene rispettato e portato avanti con convinzione, le percentuali di differenziato relative a tale tipo di rifiuto speciale, sicuramente cresceranno.

 

Gli obiettivi sono quelli di puntare ai benefici che, un comportamento consapevole sul corretto smaltimento dei rifiuti elettronici, potrà portare. Infatti, si avrà la possibilità di recuperare delle materie prime come rame, plastica, vetro, alluminio ed in più, si ridurranno i gas serra e l'inquinamento, visto che alcune sostanze potrebbero essere rischiose in tal senso. Inoltre, un corretto utilizzo e smaltimento può anche portare all'aumento del mercato dei prodotti rigenerati, vantaggiosi ed economici. In più, si potrà andare a combattere il traffico illegale di apparecchi elettronici verso i Paesi meno sviluppati.

 

 

 

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