Quello delle città resilienti è un progetto in continua crescita e che esiste oramai da diversi anni. Costruire città resilienti è l'unico modo per affrontare la nuova sfida dello stop ai cambiamenti climatici per aspirare ad un futuro sempre più ecosostenibile.

 

Dal 2014 anche la città di Milano è entrata a far parte del progetto “100 Resilient Cities”, ovvero del network che la Rockefeller foundation ha promosso con lo scopo di sviluppare una serie di strategie urbane volte al concetto di resilienza. La resilienza, infatti, in fisica viene definita come la capacità di un materiale di riuscire a resistere agli urti senza mai spezzarsi. Sul piano urbanistico e sociale, questo concetto ha acquisito un significato molto particolare che rappresenta la chiave per le città del futuro.

  1. Cosa sono le città resilienti

Le città resilienti sono quelle comunità che sono in grado di adattarsi, sopravvivere e crescere anche quando vi è un effetto negativo o con un impatto potenzialmente tale. Ad esempio, è il caso di città che si trovano a dover affrontare dei traumi improvvisi come alluvioni, terremoti, epidemie e non solo. In tali situazioni il concetto di resilienza è molto importante da portare avanti.

 

Ciò vale soprattutto in un Paese come l'Italia dove i problemi che vi sono da un punto di vista idrogeologico e quelli cronici (come i problemi legati alla mobilità, alla disoccupazione o alla carenza di abitazioni accessibili) chiaramente creano sempre una serie di difficoltà che divengono poi radicate nel contesto sociale. La resilienza implica delle strategie di adattamento e altre di risposta: si tratta di azioni da mettere in campo usando dei percorsi specifici, in modo tale da potersi trasformare quando arriva una fase negativa della storia di quella determinata città.

  1. Città resilienti, significato e strategie

Le città resilienti si fondano sui meccanismi di prevenzione. Infatti, poiché iniziano a capire che i cittadini sono esposti a determinati rischi, le istituzioni mettono in campo dei piani integrati di tipo proattivo per riuscire a prevenire ogni problema e reagire in maniera efficace.

  1. Progetto città resilienti, cosa è e di cosa si tratta

Nel corso degli ultimi anni, diverse organizzazioni e fondazioni hanno messo in campo i cosiddetti “progetti per città resilienti”. Tra quelli principali vi è il già citato “100 Resilient cities” della fondazione Rockefeller. Ma anche IPCC o C40 sono organizzazioni che si muovono nella stessa direzione.

 

L'obiettivo di questi progetti è quello di mettere in campo degli interventi di resilienza urbana che riguardano svariati settori come quello dei trasporti, la progettazione di infrastrutture, l'urbanistica o la gestione dei rifiuti. In genere, tutti questi piani hanno come fine ultimo quello di mitigare gli effetti relativi al cambiamento climatico, così da riuscire a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030. La base delle città sostenibili è tutta orientata verso lo sviluppo compatibile con l'ambiente. Dunque, la città resiliente è sempre più una tipologia di centro che è orientato alla Smart city e che ha come humus la sostenibilità ambientale.

  1. Città resilienti, quali sono

Vi sono alcune città in Italia, in Europa e nel Mondo che rientrano nel concetto preciso di città resiliente o hanno intrapreso una direzione in tal senso. Tra queste vi sono:

  • Yokohama;
  • Rotterdam;
  • Milano.
  1. Yokohama

Una delle prime città resilienti è Yokohama. Parliamo di una città giapponese, una tra le più popolate al Mondo: questo la espone ad una serie di problemi e di rischi. Il Governo ha scelto proprio questa città per mettere in campo sistemi nuovi di generazione energetica, così da riuscire a trasformarla in caso di problematiche contingenti. Alla base della struttura stessa della città vi è l'utilizzo delle risorse rinnovabili, tant'è che esiste il progetto Yokohama Smart city partito già nel 2010. Grazie a tale piano, la città è diventata resistente al cambiamento climatico, sostenibile e competitiva dal punto di vista economico. Infatti, il progetto funziona a 360° nell'ambito della mobilità, nella gestione dei rifiuti, di riciclo dei fanghi fognari e della diffusione delle cosiddette Smart grid.

  1. Rotterdam

Anche in Europa vi sono esempi di città resilienti come Rotterdam, in Olanda. Questa città si contraddistingue perché il suo territorio si trova sotto il livello del mare e nel tempo ha avuto problemi per questo motivo. Infatti, negli anni Cinquanta ci fu un'alluvione con numerosi danni e tantissime vittime. Per renderla una città resiliente, dal 2007 è partito il “progetto Rotterdam” basato sulla gestione delle acque, molto ambizioso, che avrà la sua conclusione nel 2025. L'obiettivo di questa città resiliente è quello di sviluppare infrastrutture sostenibili per prevenire i danni dovuti alle inondazioni, ma anche per avvisare i cittadini in merito ad alcune problematiche connesse a tale rischio.

  1. Milano

Tra le 100 città resilienti che rientrano nella classifica della Rockefeller foundation vi è anche il Comune di Milano, inserito in elenco dal 2014. Il Comune di Milano insieme a quello di Bologna, sono le prime città italiane ad essere rientrate in questa lista. Nel corso della programmazione per l'Expo 2015, Milano ha messo in campo progetti innovativi che quindi hanno portato in lizza la città. Ma Milano è considerata “resiliente” per due aspetti. Innanzitutto, perché ha promosso delle politiche atte la sostenibilità, ma anche perché riesce a concentrare le sue risorse e garantire l'impatto sulla crisi economica. Affinché possa essere intesa come “resiliente” al 100%, però, vi è ancora tanto da fare, soprattutto sotto l'aspetto socio culturale. Infatti, le strategie e i progetti promossi da ANACI Lombardia nascono proprio per accelerare in tale direzione. È opportuno cercare di implementare questa cultura nei cittadini, partendo dai piccoli contesti sociali come quelli condominiali. Del resto, i numerosi progetti fatti anche di concerto con le pubbliche amministrazioni lombarde, dimostrano come ci sia di fatto un substrato molto fertile in tal senso! Quindi, la crescita verso la direzione della completa trasformazione in città resiliente è più che possibile.

  1. La città resiliente, l'armatura per affrontare un futuro sempre più incerto

Le città nel corso degli ultimi anni si sono dimostrate sempre più vulnerabili. Ecco perché pensare al concetto di rigenerazione urbana resiliente è importante. Con questa ricetta si possono attivare finalmente delle risposte ambientali economiche e sociali, in modo tale da resistere nel lungo periodo. La resilienza permetterà di rispondere alle nuove sollecitazioni dell'ambiente, cercando di organizzare i centri urbani in virtù di quelle che sono le nuove esigenze.

 

Tutti i mutamenti che vi sono nella società, anche quelli relativi al clima, impongono di mettere in campo uno sviluppo sostenibile, andando ad agire sui modelli gestionali organizzativi dei sistemi urbani. Si tratta di una strategia obbligatoria per mettere in sicurezza il territorio. Solo cercando di affrontare questa nuova sfida, si avrà la possibilità di avere una crescita che possa essere ecocompatibile e garantirà di arrivare a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030.

 

 

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