La Rete Ambiente Lombardia, ovvero un gruppo di associazioni ambientaliste lombarde, qualche tempo fa ha lanciato una petizione per il “diritto di respirare”. La petizione è indirizzata agli amministratori locali per chiedere miglioramenti sulla qualità dell'aria e aprire un confronto con i cittadini.

 

Salvaguardare la qualità dell'aria è da sempre un impegno che la Regione Lombardia si è prefissata. visti i dati negativi nel corso degli ultimi 10 anni.  La sensibilità della Regione Lombardia su questo tema è più che certa, ma a dire il vero anche i cittadini hanno iniziato a sentire il problema sulla propria pelle. Infatti, qualche tempo fa è stata pubblicata la petizione “Apriti cielo” sul diritto di respirare, rivolta agli amministratori comunali, regionali e provinciali da parte di un gruppo di associazioni ambientaliste locali. Il gruppo si chiama “Rete Ambiente Lombardia” e nasce con lo scopo di aprire il confronto tra società politica, civile e cittadini, in modo da garantire miglioramenti sulla qualità dell'aria in Lombarda. In linea generale, lo scopo è cercare di mettere in campo alcune strategie per migliorare i dati: ad oggi la Regione è “maglia nera” per la qualità dell'aria rispetto al resto d'Europa.

  1. Qualità dell'aria a Milano e in Lombardia, i dati

Nonostante i miglioramenti del corso degli ultimi anni, purtroppo, secondo la classifica pubblicata lo scorso 19 giugno dall'Agenzia Europea per l'Ambiente, Milano su un totale di 323 città si trova al 303esimo posto per la qualità dell'aria. Inoltre, nel resto della Lombardia i risultati non sono certo migliori. Basti pensare che le principali province lombarde, come ad esempio anche Bergamo e Brescia, hanno il tasso di mortalità per particolato fine (Pm2,5) più alto di tutta Europa (come emerge dallo studio della rivista The Lancet). Insomma, si tratta di dati che devono far riflettere. Nonostante i miglioramenti dell'ultimo quinquennio, è evidente che le istituzioni ancora non riescono a garantire dei trend rilevanti in termini di miglioramento della qualità dell'aria.

 

La classifica stilata dall'Agenzia Europea, analizzando l'indicatore del Pm2,5, ovvero polveri ultrafini, in numerose città europee ha posizionato Milano quasi agli ultimi posti. I dati di analisi provengono da circa 400 stazioni di monitoraggio nelle aree suburbane ed urbane. Nello specifico, il livello di concentrazione di Pm2,5 è tra i 15 e 25 µg/m3, una qualità dell'aria che quindi è “scarsa”. Anche Cremona non se la passa meglio: si trova praticamente sul fondo della classifica ed è penultima rispetto ad una città polacca, Nowi Sacz.

  1. Le cause principali dell'inquinamento dell'aria in Lombardia

La situazione in Lombardia è abbastanza allarmante se si pensa ai centri urbani dove la gran quantità di aziende, strutture residenziali e professionali di certo non aiuta. Infatti, tra le principali cause dell'inquinamento dell'aria vi sono le emissioni di impianti di riscaldamento. Per migliorare questi dati, bisogna intervenire a 360 gradi sia con una riduzione del traffico urbano, ma anche con un nuovo paradigma da mettere in campo per cercare di cambiare completamente le abitudini degli italiani nelle grandi città e nei sobborghi. Le cause della cattiva qualità dell'aria in Lombardia in realtà, non sono riconducibili solo ai dati relativi ai riscaldamenti domestici o al traffico, ma anche al contributo emissivo di allevamenti intensivi, altra piaga della bassa Padana.

  1. Covid-19 e qualità dell'aria in Lombardia

Tra le denunce messe in campo dalla Rete Ambiente Lombardia, vi è anche quella relativa alla situazione della qualità dell'aria durante la pandemia da Covid-19. Basti pensare che nel periodo del lockdown i dati di Pm2,5 e Pm10 si erano notevolmente abbassati. Infatti, la pandemia ha fatto capire come una presenza minore dell'uomo e soprattutto, un abbassamento del numero di veicoli, attività industriali e commerciali sono fattori che possono avere un effetto positivo sull'ambiente.

 

Dall'Associazione, l'appello al “diritto a respirare” si è fatto dunque ancora più forte tant'è che è stata lanciata la petizione sulla piattaforma change.org “Apriti cielo” dove si chiede di aprire un confronto istituzionale con la Regione e le associazioni. Dovrebbe essere, secondo i referenti di Rete Ambiente Lombardia, un dialogo stabile, così da poter valutare tutte le strategie da mettere in campo per migliorare la qualità dell'aria in Regione Lombardia.

  1. Gli interventi messi in campo per migliorare la qualità dell'aria

Per cercare di migliorare la qualità dell'aria, la Regione Lombardia, a dire il vero ha messo in campo una serie di azioni virtuose che si concentrano proprio su una necessità di abbassare il valore medio annuale di particolato Pm10 e di altre sostanze inquinanti emessi nell'atmosfera. Nel 2020 si era arrivati alla soglia di 40 µg/m3, ma è necessario abbassare ancora questo valore. Nonostante le varie strategie legate, ad esempio, ai progetti di mobilità sostenibile o anche di limitazione del transito veicolare, i dati stentano a migliorare da dopo l'emergenza da Covid-19. Per questo motivo, la Regione ha messo in campo anche una serie di incentivi nell'anno 2021 per ridurre l'inquinamento atmosferico derivante dai veicoli. Infatti, sono stati garantiti degli incentivi per acquistare moto e auto elettriche in Regione Lombardia per un totale di 36 milioni. Purtroppo però, questo intervento da solo, probabilmente non basterà a cambiare il trend in Regione.

  1. “Diritto a respirare”: l'importanza della sensibilizzazione

È importante prendere coscienza del fatto che il vero cambiamento potrà avvenire solo mettendo in campo strategie green quotidiane nei piccoli contesti sociali con incentivi alla mobilità sostenibile, realizzazione di impianti a zero emissioni e l'uso di energia alternativa. Ben presto ci si renderà conto che questi interventi non sono facoltativi, ma obbligatori se davvero si vuol fare in modo che sia garantito il “diritto a respirare”.

 

 

 

 

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