Le comunità energetiche danno una serie di benefici e garantiscono un minore impatto sull'ambiente: vediamo come funzionano queste strutture comunitarie e quali sono i vantaggi che garantiscono per la salvaguardia del Pianeta.

 

Quando si parla di comunità energetiche ci si riferisce a gruppi di auto consumatori di fonti rinnovabili che si riuniscono in modo tale da produrre energia pulita per consumarla direttamente sul posto e condividerla. Le comunità energetiche sono, infatti, le strutture del futuro ed è importante che tale proposta innovativa di un modello energetico completamente rivisto, possa aiutare a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Unione Europea. Vediamo quali sono le caratteristiche e i vantaggi delle comunità energetiche.

  1. Come funzionano le comunità energetiche

Le comunità energetiche lavorano per auto produrre e consumare energia rinnovabile. Il loro obiettivo è ridurre i costi e le emissioni nell'ambiente. Nascono per dare il via alla produzione di energia, in modo tale da fornire un cambiamento nel modo in cui è impostata l'attuale rete energetica nazionale. La trasformazione si basa sui concetti di “autoconsumo” e di “producer”, ovvero dove il consumatore diviene, a sua volta, anche un produttore di energia. Per dare il via a una comunità energetica è necessario mettere insieme più soggetti che siano dotati della tecnologia necessaria per produrre energia green. In Italia, la comunità energetica è disciplinata dal Decreto Milleproroghe e dalla Direttiva Europea “Renewable Energy Directive” (Red II).

  1. Quali sono le comunità energetiche in Italia

Con il Decreto Milleproroghe in Italia sono arrivate, finalmente, le prime comunità energetiche. In Lombardia, infatti, è stata realizzata la prima da parte del gruppo Sorgenia. Si tratta di un importante progetto che vuole mettere in campo un modello completamente innovativo e meno impattante sull'ambient,e che possa rendere il sistema di gestione dell'energia elettrica nazionale più smart, green e improntato sull'ascolto dei consumatori. Tale comunità energetica racchiude i Comuni di Bertonico, Lodigiano e Turano (provincia di Lodi).

 

Dopo questa comunità energetica, in realtà, ne sono nate anche altre soprattutto nel Nord Italia. L'obiettivo di tali modelli è mettere in campo un progetto che possa erogare energia e distribuirla in maniera totalmente green. Di certo, i vantaggi sono numerosi in quanto questi Enti, oltre a diventare autosufficienti, possono a loro volta condividere l'energia elettrica. Il costo delle bollette in tali Comuni è stato ridotto di circa il 50%. La realizzazione di comunità energetiche è sicuramente un processo virtuoso, che aiuta a salvaguardare la salute e contiene sensibilmente l'impatto sull'ambiente con una serie di vantaggi per il mondo che ci circonda.

  1. Qual è l'impatto sull'ambiente delle comunità energetiche?

L'impatto sull'ambiente delle comunità energetiche è davvero molto basso. Secondo quelli che sono i dettami dell'Agenda 2030 a livello internazionale e nazionale, dobbiamo tutti impegnarci per ridurre l'impatto delle attività dell'uomo sull'ambiente circostante. L'unico modo per riuscirci è produrre energia da fonti rinnovabili. Infatti, grazie alle comunità energetiche si ha la possibilità di abbassare il livello di inquinamento e produrre energia senza emissioni di CO2. Qualche mese fa è stato anche pubblicato il vademecum dell'Enea proprio sulle comunità energetiche, che ha stabilito come il valore medio di emissioni per ogni kWh consumato in ambito domestico è pari a 352,4 grammi di CO2 equivalente. Quindi, sostituendo le fonti fossili con energie alternative, potrebbe arrivare un risparmio di emissioni pari circa 950 kg di CO2 all'anno per ogni famiglia.

Del resto, è quanto mai urgente intervenire in tal senso visti i livelli record di concentrazione di CO2 che, a giugno 2020, sono arrivati a quota 417.9 ppm. Le comunioni energetiche dunque, riusciranno a dare in futuro davvero una svolta per combattere i cambiamenti climatici e diminuire le emissioni inquinanti.

  1. Benefici economici delle comunità energetiche

Oltretutto, le comunità energetiche sono anche in grado di riportare, da un punto di vista economico, una serie di vantaggi. Infatti, con l'autoconsumo si riescono a ridurre i costi che giornalmente vengono attribuiti all'energia dai soggetti pubblici. Il risparmio è molto significativo! Oltre a questo, però, vi è anche il beneficio che potrebbe arrivare dalla vendita dell'energia prodotta. Per questo, con meccanismi come lo scambio sul posto o il ritiro dedicato, ci potranno essere degli introiti notevoli gestiti dal GSE. Per installare questi impianti di energia rinnovabile inoltre, è possibile usufruire di varie agevolazioni fiscali, tra cui Superbonus 110% per rendere, ad esempio, anche i condomini delle “piccole” comunità energetiche. Trasformando sempre più i contesti residenziali in piccole comunità energetiche, si avrà la possibilità di avere una detrazione sui costi di installazione, ma allo stesso tempo vi saranno degli sconti notevoli in bolletta, con un impatto quasi pari a zero nell'ambiente.

  1. Comunità energetiche, gli scenari futuri

Il mondo dell'energia, in questo periodo, è attraversato da tantissimi cambiamenti economici, tecnologici e sociali: tra le novità più interessanti vi è la nascita di sistemi socio energetici proprio come i modelli di comunità energetica. Grazie alle direttive UE e al nuovo concetto di Energy Community, si sta tracciando definitivamente una linea solida: le potenzialità di tale sistema sono enormi nell'ottica del consumo fruttuoso e sostenibile. Oggigiorno, infatti, non è pensabile continuare a sprecare risorse visto quello che sta accadendo al Pianeta: è il momento di prendersi un impegno e di portarlo avanti con determinazione per cambiare il nostro destino.

 

 

 

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