La commissione Europea da qualche mese ha presentato “Fit for 55”, un pacchetto di proposte che servono a facilitare il raggiungimento dell'obiettivo “Impatto zero” per l'anno 2050. Vediamo in cosa consiste il progetto e quali sono le politiche da mettere in campo per avviarlo.

 

L'Europa si è posta come continente leader per iniziare il cammino della transizione verde. Per riuscire a raggiungere l'obiettivo dell' “Impatto zero”, sarà fondamentale mettere in campo una serie di norme, di prassi, nonché consolidare alcune pratiche. Solo così si potrà riuscire nell'obiettivo di salvaguardare il Pianeta dalle emissioni inquinanti. Nel corso degli ultimi anni, la Commissione Europea sta lavorando molto per cercare di portare avanti questo ambizioso progetto. Però, le difficoltà di certo non mancano. Adesso, si è deciso di agire per tempo. Vi sono 13 proposte in particolare, lanciate dai leader dell'Unione Europea, per mandare avanti il progetto “Fit for 55” e avviare il processo della transizione verde. Scopo finale di “Fit fo 55” è cercare di migliorare le politiche rivolte alla tutela e alla salvaguardia del clima.

  1. Transizione verde, che cos'è: l'accelerata con “Fit for 55”

La transizione verde è un processo che abbraccia tutti i settori e punta a una maggiore attenzione all'ambiente nella vita industriale, sociale, civile, commerciale e non solo. Con l'obiettivo di andare in questa direzione nasce “Fit for 55”. Si tratta di un pacchetto di proposte che vuole rendere le politiche dell'Unione Europea in materia di energia, trasporti, fiscalità e uso del suolo, ideali per riuscire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, almeno del 55%. Si cerca di raggiungere i livelli del 1990. Il pacchetto è stato presentato il 14 luglio 2021 dal Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. I provvedimenti puntano al quadro più ampio del Green Deal UE, e sono incentrati sulle modifiche relative al mercato del carbonio europeo, sulle energie rinnovabili e sulla revisione delle ETS. Vi sono anche altre norme incentrate sulla transizione green: ovvero la proposta di tassare il carbonio alla frontiera o di mettere in campo nuove strategie forestali in tutta Europa.

  1. Gli elementi chiave della transizione verde con “Fit for 55”

“Fit for 55” vuole puntare all' “Impatto zero” entro il 2050 con una serie di strumenti legislativi. Per riuscirci, di certo si deve pensare a un aumento dell'energia rinnovabile, una maggiore efficienza energetica, un mercato sempre più digitale e green. In più, anche il mercato edilizio necessita di essere rivisto nell'ottica di una completa rivoluzione. Si devono mettere in campo delle strategie green volte ad abbassare le emissioni. Inoltre, anche le politiche fiscali con “Fit for 55” devono essere sempre più coerenti con gli obiettivi del Green Deal. Questo pacchetto prevede di localizzare le emissioni di carbonio, preservare e potenziare la capacità dei pozzi naturali di assorbire tale elemento. Il “Fit for 55” garantisce anche una suddivisione tra i vari Stati sulle responsabilità relative all'ambiente.

  1. Il Green Deal e la transizione verde equa: in arrivo nuove risorse

Tra gli obiettivi del “Fit for 55” vi è anche quella di mettere in campo politiche green che puntino a ripartire in maniera equa i costi della lotta ai cambiamenti climatici. Infatti, l'Unione Europea ha stabilito anche nuovo Fondo sociale per il clima con l'obiettivo di dare agli Stati che hanno maggiori difficoltà risorse adeguate. Si deve cercare di aiutare i cittadini a investire nell'efficienza energetica. Di certo, grazie a queste risorse si avrà la possibilità di investire in nuovi sistemi green, anche domestici, di raffrescamento o di riscaldamento. Si tratta di un'occasione che non possiamo lasciarci scappare. Il cambiamento deve iniziare a entrare all'interno delle case dei cittadini. Il “Fondo sociale per il clima”, sotto questo aspetto, rappresenta un'opportunità cruciale: parliamo di un'assegnazione pari in totale a 72,2 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 2025 e il 2032. Con altri finanziamenti analoghi, si può arrivare a raggiungere fino a 144 miliardi di euro per fare in modo che la transizione green sia reale ed equa.

  1. Le 13 proposte della Commissione Europea

Il 21 luglio scorso, la Commissione Europea ha stabilito i target da raggiungere con il cosiddetto programma “Fit for 55”. Le 13 proposte sull'energia alternativa e sul clima sono di tipo legislativo. Disegnano un piano esecutivo, una sorta di scadenzario che l'Unione Europea deve analizzare con attenzione. Le proposte sono:

 

  • Modifiche alla direttiva sulle energie rinnovabili (RED)
  • Modifiche alla direttiva sull’efficienza energetica (EED)
  • Revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS)
  • Revisione del regolamento sull’Effort Sharing (ESR)
  • Nuovo meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM)
  • Modifica del regolamento sugli standard emissivi di CO2 per trasporto su gomma
  • Revisione del regolamento sull’uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF)
  • Revisione della direttiva sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFID)
  • Revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia
  • Nuova strategia forestale dell’UE
  • Nuovo fondo sociale per l’azione per il clima
  • ReFuelEU Aviation, che regola i carburanti sostenibili per l’aviazione
  • FuelEU Maritime, che interviene sullo spazio marittimo europeo
  1. Lo scadenzario dell'Unione Europea sul legame tra emissioni ed edilizia

Per contrastare i cambiamenti climatici, l'Unione Europea punta quindi a una revisione profonda degli ETS, ovvero del sistema per lo scambio delle quote di emissione dell'UE. Infatti, è divenuto necessario un taglio delle emissioni del 43% al 2030 per arrivare all' “Impatto zero” nel 2050. Bisogna rivedere in tutti i modi possibili la direttiva sulle rinnovabili: è opportuno poi, investire cercando d'intercettare i fondi dell'energia alternativa. Come già accennato, in questo scenario la riqualificazione degli edifici è davvero importante e deve potenziare la Renovation Wave, già presentata lo scorso ottobre 2020. A oggi la maggior parte del parco immobiliare dell'Unione Europea è, infatti, inefficiente e vecchio. Ciò ha delle conseguenze nefaste: gli edifici finiscono per diventare responsabili del 40% del consumo energetico totale dell'Unione Europea. Quindi, questo dato va abbassato. ANACI Lombardia da diversi anni sta cercando di sensibilizzare su questo punto le politiche locali e nazionali. L'Unione Europea, con le nuove linee guida stabilite, di certo riuscirà a mettere in campo una strategia interessante in tal senso. Vi sarà poi, un aiuto concreto per le famiglie, grazie al Fondo sociale per il clima. Il percorso quindi, parte con un iter legislativo ben preciso e porterà, di certo, alla neutralità climatica. Seguendo queste indicazioni avremo città più sostenibili e avanzate, ma per riuscire davvero a raggiungere tale obiettivo, è bene iniziare la rivoluzione green nella mentalità sociale e culturale del nostro Paese.

 

 

 

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