I cambiamenti climatici sono argomento sempre più importante. Per fortuna, da qualche anno è iniziato in tutto il Mondo un pressing politico e istituzionale costante per arrivare alla necessaria svolta per la transizione energetica. Vediamo quali sono le novità in merito a questa grande rivoluzione green che sta investendo tutta la Terra!

 

Il 2021 doveva essere l'anno del cambiamento per il Pianeta Terra, ed è stato sicuramente un periodo fondamentale nell'ottica di coltivare un atteggiamento differente nei confronti dell'ambiente. È molto importante, innanzitutto, capire quali sono le politiche messe in campo in questo periodo e come stanno condizionando la vita di tutti i giorni. Sotto vari aspetti, quest'anno è stato e sarà fondamentale per costruire un'azione congiunta e contrastare i cambiamenti climatici. Uno degli appuntamenti più importanti in questo senso è quello che si terrà a Glasgow a novembre dopo essere stata rimandata di più di un anno, ovvero la 26esima conferenza delle parti sul cambiamento climatico, la Cop26.

  1. La Cop26 sulla transizione energetica

L'appuntamento dal 31 ottobre al 12 novembre 2021 a Glasgow in Irlanda, da parte delle Presidenze dei Paesi dell'ONU, è un meeting importante che si terrà per dar vita a delle politiche congiunte contro i cambiamenti climatici. I Presidenti dei Paesi dell'ONU in quell'occasione dovranno mettere in pratica gli accordi di Parigi. Sarà il momento di presentare finalmente, dopo tanti rinvii, un piano di azione coordinato che possa rispondere alla crisi climatica. Insieme agli appuntamenti che si terranno nel Regno Unito, già a Milano si sono tenute diverse iniziative come gli eventi preparatori Pre-Cop26 per arrivare a questo importante appuntamento. A oggi, si è finalmente pronti per iniziare i lavori della Cop26 e cercare di abbassare le soglie di CO2 in atmosfera. L'obiettivo è puntare sulla transizione energetica, eliminando le fonti fossili come petrolio, carbone e gas, optando per le energie rinnovabili.

  1. L'importanza della transizione energetica

È stato lanciato qualche tempo fa, l'appello accorato dello scrittore e giornalista Bill Mckibben che ha ricordato che oramai il tempo a disposizione per salvare l'ambiente è davvero scarso. Dunque, è necessario che le politiche per il cambiamento climatico non siano più così poco decise. Piuttosto, bisogna puntare alla transizione ecologica, a un'economia sostenibile e mettere in campo un piano direttamente volto a un processo continuo e circolare, basato sul riuso e il riciclo. Si tratta di un imperativo categorico, se si pensa alle condizioni in cui ci troviamo attualmente. Basti pensare alle emissioni di gas climalteranti hanno fatto aumentare la temperatura del Pianeta in maniera molto sensibile. Il problema principale restano le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera che sono arrivate a 415 parti per milione. Questo trend è in crescita oramai da oltre 100 anni. Si era partiti da 300 parti per milione nell'Ottocento e ora le condizioni del Pianeta ci stanno sfuggendo di mano. Per tale motivo, i Paesi di tutto il mondo stanno puntando sulla transizione energetica, ovvero l'uso di fonti di energia rinnovabile con lo scopo di azzerare le emissioni degli Stati Uniti e dell'Europa entro il 2050. La scadenza, invece è stata fissata al 2060 per la Cina. È chiaro che ci sono delle tappe intermedie da rispettare e che molti Paesi non stanno facendo la loro parte.

  1. Da dove partire con la transizione energetica

La transizione energetica è soprattutto un cambiamento che passa per le azioni quotidiane. Se davvero si vuole arrivare alla neutralità climatica bisogna centrate l'obiettivo europeo e raggiungere almeno il 32% dell'utilizzo di energie rinnovabili entro il 2030. Negli ultimi anni la politica nazionale e quello europea hanno fatto molto in questo senso. In primis, promuovendo l'energico e il fotovoltaico, l'utilizzo di pompe di calore, i sistemi di riscaldamento basati su idrogeno e su delle soluzioni green. A questi elementi chiave della transizione energetica però vanno aggiunte anche delle buone pratiche che sono altrettanto importanti per contrastare il cambiamento climatico. Si tratta di veri e propri cambiamenti culturali, urgentissimi e necessari.

  1. La transizione energetica come rivoluzione culturale

La svolta green è innanzitutto una rivoluzione culturale. Crediamo con convinzione che solo riducendo gli sprechi, mettendo in campo meccanismi di autoconsumo e auto produzione, favorendo la creazione di comunità energetiche, si potrà cambiare davvero il mondo del mercato energetico. Bisogna porre al centro il consumatore con nuovi modelli, più efficienti. Non si può più prescindere da una partecipazione consapevole e attiva della cittadinanza. La parola chiave deve essere “responsabilità”. Finalmente alla Cop26 siederanno anche gli Stati Uniti che sono rientrati negli accordi di Parigi dopo essere usciti con la precedente presidenza. Adesso, l'amministrazione del nuovo presidente Joe Biden ha dichiarato di voler partecipare ai piani di sviluppo e di transizione energetica che, oramai, accomunano quasi tutto il Mondo.

  1. Il ruolo della politica istituzionale nella transizione energetica

Il ruolo della politica nella transizione energetica, non è affatto secondario. È per tale motivo che la Cop26 rappresenta un punto di svolta fondamentale e dunque le politiche green sono sicuramente l'humus su cui far crescere una nuova idea di consumo. L'Italia con gli ultimi Governi ha lavorato molto in questo senso, soprattutto grazie anche ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato con le risorse europee del Next Generation EU. Tali risorse puntano proprio sulla transizione energetica come chiave della ripresa economica green. Il Green Deal poi, si è preso anche tante responsabilità, come quella di abbattere le diseguaglianze con l'aiuto delle rivoluzioni tecnologiche e dei costi sempre minori. Salvare il Pianeta significa mettere in campo nuove fonti di approvvigionamento energetico sostenibile che potrebbero anche abbattere finalmente le diversità del nostro Continente con altri meno sviluppati, quelli del “Terzo mondo”, che stanno vivendo un momento difficile.

  1. Un'energia green per un'economia più sostenibile e solidale

Le sfide che l'Europa e l'Italia stanno vivendo sono tante e hanno tutte come comune denominatore il rispetto per l'ambiente. A oggi, cercare delle politiche per mettere in campo un sistema economico energetico alternativo, ma anche in generale un'economia diversa basata maggiormente sullo sviluppo e sulla ricerca, è fondamentale. Il pilastro portante di questo obiettivo è e deve essere l'ambiente, in modo tale da raggiungere la neutralità climatica. Ripartire dell'ambiente significa anche creare tanti posti di lavoro. Promuovendo dei progetti green nella vita quotidiana, ci sarà per tutti i Paesi coinvolti, un tasso di crescita economica non indifferente. Siamo convinti che ripartire dall'autoconsumo, dalla riduzione degli sprechi e dalla transizione energetica anche nei contesti condominiali, vuol dire fare un grande passo avanti nella rivoluzione culturale di cui abbiamo parlato per salvaguardare il Pianeta e ridurre finalmente i cambiamenti climatici!

 

 

 

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