L'attività dell'amministratore del condominio è una professione che è cambiata molto nel corso degli ultimi anni. In particolare, oggi i principi di socializzazione e condivisione sono diventati basilari e sono l'humus per il cosiddetto “welfare del condominio”. Scopriamo come si è evoluta questa professione e come sta cambiando il contesto condominiale.

 

L'attività di amministratore di condominio è cambiata molto nel corso degli anni. Da quando nel 1942 è stato introdotto il Codice Civile, le competenze e le richieste rivolte agli amministratori sono radicalmente divenute più esigenti. La situazione è cambiata anche come conseguenza della crescita della domanda. I complessi condominiali in Italia, infatti, secondo quanto emerge dai dati Istat del 2011, sono 930.000. In tali complessi vivono 30 milioni di famiglie. Ad amministrarli sono oltre 300.000 amministratori condominiali. Questi numeri fanno comprendere che la dimensione del mercato è cresciuta molto nel corso degli anni, e l'evoluzione della figura di amministratore è stata inevitabile. Ma a cambiare è stata anche la figura stessa dell'amministratore condominiale che si è evoluta sotto vari aspetti.

  1. Il ruolo di un amministratore di condominio

Fino a non molti anni fa, l'amministratore di condominio era considerato un mero gestore dell’edificio, incarico ricoperto spesso da uno dei proprietari del condominio come secondo lavoro. A seguito delle numerose leggi speciali, nonché le tantissime norme di sicurezza in ambito condominiale e le responsabilità alle quali è chiamato a rispondere un amministratore, l'accesso all'attività professionale ha subito una sorta di “selezione naturale”.

L’improvvisazione non è più tollerabile: l'amministratore di condominio, nel corso degli anni, è divenuto una figura chiamata anche ad avere nuove qualifiche professionali, competenze digitali, nonché attitudini sociali, umane e relazionali.

  1. Le caratteristiche della figura dell'amministratore di condominio

L'amministratore di condominio è una figura che oltre ai ruoli previsti dalla Legge e alle funzioni e competenze richieste a livello normativo, deve anche avere capacità “trasversali”, per riuscire a gestire in maniera oculata la cosa comune, eliminando le conflittualità. Deve anche “parlare” ad una dimensione molto più complessa: in tale momento di grandi cambiamenti e trasformazioni, il contesto condominiale richiede una maggiore socialità. Ad oggi, i paradigmi condominiali sono molto più attenti alla necessità di portare dei servizi condivisi nelle mani dei condomini che condividono lo stesso contesto abitativo. L'amministratore è chiamato a essere perciò sempre più fornitore di servizi. Deve essere un manager specializzato nel marketing e in più, deve riuscire a mettere in primo piano i valori etici. Questo professionista è come se fosse chiamato a operare nel sociale. È questa la novità: una ricalcata e rafforzata dimensione sociale!

 

  1. La necessaria virata verso gli amministratori sempre più aperti al sociale

Siamo convinti che le associazioni di categoria dovrebbero iniziare ad operare verso la necessaria e richiesta direzione dell’innalzamento dei valori come l’Etica e la Professionalità. In una società così ricca di grandi trasformazioni e cambiamenti è cruciale non perdere di vista i valori fondamentali che possono garantire, in un contesto sociale come quello condominiale, un opportuno vantaggio per la collettività.

In tale scenario civico, in cui la professione di amministratori condominiali è tra le quelle che sta subendo importanti trasformazioni, non bisogna dimenticare quali sono le radici del vivere comunitario. Per tali motivi, non è pensabile considerare la figura dell'amministratore di condominio solo come una “voce di spesa”. Quanto, piuttosto, è bene garantire da professionisti l’impegno a portare avanti i valori etici e di professionalità nella gestione dei complessi residenziali. È necessario comprendere che ha più valore la qualità che la quantità, specie in realtà così socialmente complesse come i condomini.

  1. Il “Welfare del condominio”

Come già accennato, la figura dell'amministratore di condominio deve essere vista anche come un professionista che opera nel sociale. Infatti, un condominio è comunque una micro realtà sociale abitativa dove si fondano i principi della realtà civile. Non è un caso che, in Italia, stia crescendo sempre di più la richiesta di un nuovo tipo di welfare che prevede l'erogazione dei servizi tra persone che abitano in un certo contesto e vogliono condividerli. Si tratta di vere e proprie forme di “mutuo aiuto” tra gli abitanti di un contesto residenziale. In questo senso c'è molta strada da fare ma non si può non parlare già di welfare di condominio. I residenti di alcune realtà condominiali, si stanno già organizzando, cercando di creare una sorta di rete. Vi sono tanti esempi in tal senso, come il caso WeMi a Milano. Ebbene l'amministratore sarà il manager di un simile processo sociale. Si tratta, dunque, di un sistema in grado di migliorare le relazioni sociali in un ambiente abitativo.

  1. Condomini come luogo di socialità, i vantaggi

Stabilendo reti e servizi condivisi, la dimensione sociale del condominio crescerà sotto l'attenta supervisione dell'amministratore di condominio. La creazione di spazi condominiali come “luoghi di socialità” così ottenuta, ha una serie di vantaggi. Innanzitutto, permette di offrire un miglioramento dei rapporti all'interno del condominio. Ciò potrebbe portare gradualmente ad una conseguente riduzione delle controversie. Inoltre, vivere gestiti da un esperto, secondo valori etici e professionali, non può che migliorare la relazione condominiale di tutti i giorni. Ancora oggi, però, ci sono nodi irrisolti rispetto alle cosiddette procedure di “welfare condominiale”. Infatti, potrebbe essere utile se le Istituzioni avviassero un aiuto legislativo o fiscale per sostenere iniziative in tal senso. Potrebbe essere un incentivo anche ottimizzare servizi green e abbattere i costi di gestione dei complessi condominiali. È il momento di concretizzare questa nuova dimensione sociale nei condomini.

 

 

ALLEGATI: