ESTRATTO: 

La questione di massima che si pone, dunque, è quella della esatta qualificazione del contratto col quale un condominio 
conceda in godimento ad un terzo, dietro il pagamento di un corrispettivo, il lastrico solare, o altra idonea superficie
comune, allo scopo precipuo di consentirgli l'installazione di infrastrutture ed impianti (nella specie, necessari per 
l'esercizio del servizio di telefonia mobile), che comportino la trasformazione dell'area, garantendo comunque al
detentore del lastrico di acquisire e conservare la proprietà dei manufatti sia nel corso del rapporto sia alla cessazione di 
esso.

Per l'art. 812 c.c., sono beni immobili "tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo", essendo 
"mobili tutti gli altri beni". Alla stregua dell'art. 812 c.c., ed a differenza dell'art. 417 c.c. del 1865 (ove la distinzione tra
beni immobili e mobili per natura era fondata sul criterio della concreta mobilità della cosa), la "immobilizzazione" del 
bene, come si osserva in dottrina, suppone che lo stesso sia suscettibile di una utilizzazione stabile e duratura nel luogo 
in cui si trova, costituendo oggetto di un diritto realizzabile sulla base di una relazione funzionale con tale luogo,
indipendentemente dal sistema di unione o incorporazione al suolo concretamente utilizzato.

Il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 3, comma 1, lett. e, (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in 
materia edilizia), ricomprende fra gli "interventi di nuova costruzione": "e.3) la realizzazione di infrastrutture e di
impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato; e.4) 
l'installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione".

Così, ancora, il D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, art. 86, comma 3, pure come modificato dal D.L. 12 settembre 2014, art. 
6, comma 5 quinquies, convertito in L. 11 novembre 2014, n. 164, dispone che "Le infrastrutture di reti pubbliche di
comunicazione, di cui agli artt. 87 e 88, e le opere di in fra strutturazione per la realizzazione delle reti di 
comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga,
effettuate anche all'interno degli edifici sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui al 
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 16, comma 7, pur restando di proprietà dei rispettivi operatori, e ad esse si applica la 
normativa vigente in materia". A tale comma è stato quindi aggiunto dal D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 33, a decorrere dal
1 luglio 2016, il seguente periodo: "Gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità e le altre 
infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli artt. 87 e 88, nonchè le opere di infrastrutturazione per la 
realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso 
a banda ultralarga, effettuate anche all'interno di edifici, da chiunque posseduti, non costituiscono unità immobiliari ai 
sensi dell'art. 2 del D.M. delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita
catastale".

 

ALLEGATI: