CASSAZIONE 29 MARZO 2019, N. 8769

 estratto: Nel caso specifico la Corte di merito ha escluso che l'esplosione del vaso di espansione della caldaia, quindi

provocata da un elemento accessorio installato dal conduttore per far fronte alle esigenze della propria attività, fosse

imputabile al proprietario, non essendo né la caldaia, né il relativo vaso di espansione, conglobati nelle strutture murarie

dell'immobile ad uso commerciale. Si tratta di un accertamento in fatto non censurabile in tale sede.

1.3. Per quanto riguarda gli impianti e i beni annessi alla res locata si possono prospettare profili di responsabilità del

locatore, quanto del conduttore da omessa custodia ex art. 2051 cod.civ. in tema di danni da cose in custodia, ove si

provi la sussister za del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, rapporto che postula

l'effettivo potere sulla cosa, e cioè la disponibilità giuridica e materiale della stessa che comporti il potere - dovere di

intervento su di essa, e che compete al proprietario o anche al possessore o detentore a seconda del potere di fatto

esercitato sulla res (Sez. 3, Sentenza n. 11815 del 09/06/2016 Sez. 3, Sentenza n. 21788 del 27/10/2015 ,Cass. n.

1948/03). In questo senso, la figura di "custode" non è riferibile a uno status giuridico predeterminato tra il soggetto e la

cosa, ma è colui che ha il "governo della cosa", ossia il potere effettivo, dinamico ed esclusivo sulla stessa, inteso come

"potestà di fatto", che deve essere anche disponibilità giuridica (Cass., S.U., 11.11.1991, n. 12019). La responsabilità ex

art. 2051 cod.civ., difatti, postula una relazione materiale di disponibilità di fatto, oltreché giuridica, tra il custode e la

cosa, relazione che determina a carico di chi ha il potere fisico sulla stessa l'onere di impedire che da essa possa derivare

pregiudizio a terzi. Il termine custode non presuppone allora, ne' implica uno specifico obbligo di custodire la cosa,

analogo a quello previsto, ad esempio, in tema di contratto di deposito. Viceversa, l'art. 2051 cod.civ., si riferisce

soltanto ad uno stato di fatto. La funzione della norma, di imputare la responsabilità a chi si trovi nelle condizioni di

controllare i rischi inerenti alla cosa stessa, porta ad escludere che custode sia necessariamente il proprietario in quanto

tale, potendo essere qualificato custode il soggetto che di fatto controlli le modalità di uso e conservazione della res ed

abbia, pertanto il "governo della cosa" (Cass. n. 24530/09, in motivazione).

1.4. Nel caso di locazione della cosa, pertanto, costituisce principio del

tutto pacifico nella giurisprudenza di questa Corte (Sez. 3, Sentenza n. 11815 del 09/06/2016 Sez. 3, Sentenza n. 21788

del 27/10/2015; Cass. n. 20335/04; Cass. n. 1948/03; Cass. n. 11321/96; Cass. n. 12019/91) che il proprietario

dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica del bene e quinci la custodia delle strutture murarie e degli

impianti in esse conglobati, è responsabile, ai sensi dell'art. 2051 cod.civ., dei danni cagionati a terzi da dette strutture

ed impianti (salvo rivalsa sul conduttore che abbia omesso di avvertirlo ex art. 1577 cod.civ.), mentre con riguardo ad

altre parti ed accessori del bene locato, delle quali il conduttore ha la disponibilità con facoltà od obbligo di intervenire

allo scopo di evitare pregiudizio a terzi, la responsabilità verso i terzi, secondo la previsione della suddetta norma, grava

soltanto sul medesimo.

 

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