CASSAZIONE 09 FEBBRAIO 2021, N. 3028

 

Estratto: La Corte di appello ha riquantificato il danno, cagionato al locale consistente in un vano terraneo di oltre centoventotto metri quadrati, dalle infiltrazioni d'acqua provenienti dal condominio (OMISSIS) da Euro ottantunomila a Euro trentottomila, prendendo a base, così si legge alla pag. 6 della motivazione, dai criteri cd. OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare), e considerato un calcolo presuntivo del valore locativo (così, pure, si legge in motivazione), ma da quanto esposto nella stessa motivazione non si comprende come da detti due elementi sia giunta a quantificare il minore risarcimento dei danni, ossia quale criterio sia stato utilizzato per abbattere la misura del risarcimento di oltre quarantamila Euro. Ciò anche in considerazione della circostanza che l'individuazione, seppure soltanto per relationem, dei criteri detti OMI non è effettuata, ossia non risultano richiamati i detti criteri (che normalmente variano con il passare dei semestri e sono rilevati per i Comuni censiti catastalmente, come si può leggere sul sito dell'Agenzia delle Entrate), nè risulta adeguatamente approfondita la tematica della rilevabilità dei criteri OMI con riferimento ad immobili non adibiti ad uso abitativo, pure affrontata nel motivo di ricorso, e con riferimento agli anni per i quali il risarcimento da mancata locazione è stato riconosciuto. Sul punto, si richiama la giurisprudenza di questa Corte in tema di danno cd. figurativo, che, sebbene resa con riferimento alla perdita del bene da parte del proprietario-locatore a causa dell'illegittima protrazione della disponibilità in capo al conduttore, può essere utilmente richiamata anche con riferimento alle fattispecie di indisponibilità del bene a causa di eventi che ne impediscono la fruizione piena (Cass. n. 14222 del 07/08/2012 Rv. 623541 - 01 e più di recente Cass. n. 16670 del 09/08/2016 Rv. 641485 - 01): "Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario è "in re ipsa", discendendo dalla perdita della disponibilità del bene, la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l'utilità da esso ricavabile, sicchè costituisce una presunzione "iuris tantum" e la liquidazione può essere operata dal giudice sulla base di presunzioni semplici, con riferimento al cd. danno figurativo, quale il valore locativo del bene usurpato").

 

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