ANACI, Croce Rossa Italiana e SIMA: nascela rete di prossimità sanitaria nei condomìni
A REbuild 2026 il protocollo per trasformare il condominio in
un presidio di assistenza, prevenzione e supporto sociale
Il condominio come nuovo presidio di prossimità sanitaria e sociale. È questa la visione alla base
del protocollo che sarà sottoscritto il 13 maggio 2026 nell’ambito di REbuild 2026 da ANACI,
Croce Rossa Italiana e Società Italiana di Medicina Ambientale, con l’obiettivo di avviare un
modello innovativo di assistenza territoriale all’interno dei condomìni italiani.
L’iniziativa prenderà avvio nelle regioni del Nord-Est – Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli
Venezia Giulia – attraverso la rete territoriale della Croce Rossa Italiana, per poi essere
progressivamente estesa su scala nazionale. Il progetto punta alla creazione di presidi territoriali di
prossimità all’interno dei condomìni, degli studi professionali degli amministratori e delle sedi
provinciali ANACI, dedicati alla prevenzione sanitaria, alla teleassistenza, al monitoraggio delle
persone fragili e al supporto sociale.
Grazie all’utilizzo di strumenti di teleassistenza, personale specializzato e al supporto delle centrali
operative della Croce Rossa Italiana, sarà possibile effettuare controlli e monitoraggi a distanza,
facilitare il collegamento con medici e strutture sanitarie, supportare percorsi di cura e contrastare
l’isolamento sociale, soprattutto per anziani e cittadini con difficoltà ad accedere ai servizi sanitari
tradizionali.
Secondo il Presidente Nazionale ANACI, Francesco Burrelli, il progetto rappresenta una svolta
culturale nel modo di concepire il ruolo del condominio e dell’amministratore.
“ANACI crede fortemente che il condominio moderno debba evolversi e diventare sempre più un
presidio di prossimità sociale e sanitaria al servizio delle persone”, dichiara Burrelli. “In Italia
milioni di anziani vivono soli e molte persone fragili hanno difficoltà a raggiungere strutture
sanitarie o servizi di assistenza. Per questo motivo vogliamo contribuire concretamente, insieme alla
Croce Rossa Italiana e al mondo scientifico, alla costruzione di una rete territoriale capace di
portare assistenza, prevenzione, tecnologia e vicinanza direttamente nei luoghi dell’abitare”.
Il presidente ANACI sottolinea inoltre come l’amministratore di condominio possa assumere un
ruolo sempre più centrale nella tutela della qualità della vita e della sicurezza delle comunità
condominiali.
“L’amministratore di condominio può diventare sempre più una figura di riferimento per la
sicurezza, la qualità della vita e la tutela delle comunità condominiali. La casa e il condominio
devono tornare ad essere luoghi di relazione, protezione e inclusione sociale, soprattutto a favore
delle fasce più deboli della popolazione”.
Il protocollo rappresenta una nuova visione dell’abitare contemporaneo: il condominio non più
soltanto come spazio residenziale, ma come infrastruttura sociale capace di integrare assistenza,
tecnologia, prevenzione sanitaria e inclusione. Un modello che, partendo dal Nord-Est, punta ora a
costruire una rete nazionale di prossimità sanitaria all’interno delle comunità condominiali italiane.
Francesco Venunzio

















