MOTIVO E SPIEGAZIONE DELL’ACQUERELLO UFFICIALE DEL XVII CONGRESSO ANACI
ANACI ringrazia l’autore dell’acquerello del XVII Congresso ANACI di Roma, l’Associato e Collega Marcello Spanu di Cagliari, per il lavoro svolto per questo acquerello, come al solito bello e particolare, in quanto racconta una storia millenaria di Roma che non tutti conoscono. Una storia raccontata dai sacri Pini di Roma, pinus pinea, meglio noti come pini domestici.
Il Pino di Roma è uno dei simboli meno noti della Città Eterna, ma più presenti all’interno dell’Urbe, quasi un’icona urbana per diffusione e ingombro gradevole nello sguardo dei variegati panorami cittadini, da ogni punto incontrati.
Quello che ci offre Marcello è uno scorcio nuovo di Roma, clamorosamente in secondo piano, perché il primo piano è un omaggio proprio ai Pini, i Pini di Roma che sono una costante della storia di Roma:
– I Pini di Roma, poema sinfonico di Ottorino Respighi (1924);
– famosa è la canzone di Antonello Venditti, con i Pini di Roma citati all’interno dell’acquerello;
– Federico Fellini li ha descritti nel suo film “ROMA“, così anche Paolo Sorrentino ne ” La grande bellezza“;
– rappresentano un simbolo della Roma Imperiale, alberi sacri tra i molteplici dei dei romani e degli etruschi. Sono evocativi di Roma, della sua storia antica, simboli di resistenza alle difficoltà difronte alle intemperie, di tenacia e capacità di superare le tempeste della vita. Di forza invincibile, perché hanno capacità di resistere a forti venti e nevicate grazie alla flessibilità dei rami, si piegano ma non si spezzano.
Sarà questo il motivo del XVII Congresso di Roma, 12-13-14 giugno 2026, grazie Marcello.
La Dirigenza ANACI




