Riforma del condominio, proposta di legge ritirata: cosa è successo davvero e cosa cambia ora

La proposta di modifica alla disciplina del condominio è stata formalmente ritirata. A chiarirlo è stata Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Secondo quanto dichiarato, non è attualmente all’esame della Camera dei deputati alcun testo riconducibile a quella iniziativa parlamentare. Ma cosa significa davvero per amministratori di condominio e proprietari immobiliari?

Proposta di legge sul condominio: è stata davvero ritirata?

Sì. La precisazione ufficiale parla di ritiro formale della proposta di legge in materia di disciplina condominiale. Questo comporta che il testo non è più in discussione parlamentare, non verrà esaminato in Aula e non produrrà effetti normativi. Al momento, quindi, resta pienamente vigente la riforma del condominio del 2012, insieme agli articoli del Codice Civile che regolano la materia.

Cosa prevedeva la proposta di modifica?

Le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane parlavano di possibili interventi su poteri e responsabilità dell’amministratore, quorum assembleari, gestione delle morosità, strumenti digitali e comunicazioni, revisione di alcuni obblighi formali. Tuttavia, con il ritiro ufficiale, qualsiasi ipotesi di modifica si ferma. Non esiste oggi un testo attivo su cui costruire scenari o cambiamenti imminenti.

Cosa cambia per amministratori e condomini?

La risposta è semplice: non cambia nulla. Restano pienamente applicabili gli articoli 1117 e seguenti del Codice Civile, l’articolo 1130 del Codice Civile sui compiti dell’amministratore, l’articolo 1135 del Codice Civile sulle attribuzioni dell’assemblea, gli obblighi sul registro anagrafe condominiale e le norme su sicurezza impianti, contabilità, trasparenza e responsabilità. Per gli amministratori questo significa continuità normativa. Per i condòmini nessuna variazione su diritti e doveri.

Perché il ritiro é importante ?

In ambito condominiale le modifiche legislative hanno impatto diretto su gestione economica, responsabilità civili, contenzioso, lavori straordinari e sicurezza degli edifici. Il ritiro evita, almeno per ora, una fase di incertezza normativa.

Ci sarà una nuova riforma del condominio?

È presto per dirlo. Il tema resta politicamente sensibile, soprattutto alla luce di digitalizzazione degli immobili, transizione energetica, adeguamenti alla normativa europea e crescente contenzioso su morosità e responsabilità. È possibile che il Governo o gruppi parlamentari ripresentino in futuro un testo rielaborato. Ma ad oggi non c’è alcun disegno di legge attivo sulla riforma del condominio.

Conclusione

La proposta di modifica alla legge sul condominio è stata formalmente ritirata. Nessuna riforma è attualmente in discussione alla Camera. Per amministratori e cittadini questo significa stabilità normativa. Il quadro resta quello definito dalla riforma del 2012 e dalle interpretazioni giurisprudenziali più recenti.

Francesco Venunzio